La nostra è prima di tutto una storia di Famiglia. Proprio per questo, anche se l'azienda nasce nel 1948, per comprenderne l'origine dobbiamo raccontare la storia di chi l'ha creata, e cioè del suo capostipite Tolmino Gios. Navigate nelle schede qui sotto per conoscere più approfonditamente la nascita delle biciclette Blu di Torino....

  • Dal 1916 al 1947
  • Dal 1948 al 1970
  • Dal 1971 al 1985
  • Dal 1986 al 2009
  • dal 2010 ad oggi

Il 4 marzo 1916 nasce a Vittorio Veneto Tolmino Gios e all’età di due anni si trasferisce con la famiglia a Torino. Negli anni trenta affianca al suo lavoro da macellaio la passione per la bicicletta e i suoi risultati sono subito sorprendenti: nel 1931 esordisce nella categoria allievi, e dopo molti successi passa presto alla categoria dei dilettanti.

Il 1936 è l’anno della svolta: a giugno vince la prestigisa “COPPA del RE”, alla sorprendente media di 42 Km orari, e viene convocato nella squadra azzurra per le olimpiadi di Berlino dello stesso anno; nel 1937 passa professionista nella legnano di Bartali e Guerra, partecipando alle grandi classiche e al Giro d’italia, così come nel 1938 nelle fila della Wolsit – Binda.

 

Dopo la guerra, trascorsa nel ruolo di Caporal Maggiore dei Bersaglieri ciclisti, Tolmino torna a Torino dove fa della sua passione per la bicicletta un lavoro, aprendo la prima bottega in corso Matteotti 47; è proprio in questa sede che nasce il Velo-Club Gios, al quale un giorno del 1958 si presenta un ragazzo magro e alto di nome Italo Zilioli che, un anno dopo, su bicicletta costruita da Tolmino, diventerà campione d’italia.

Verso la fine degli anni 50 l’attività si trasferisce in via Foligno 39, dove si iniziano a costruire biciclette di alta gamma per rifornire i maggiori ciclisti d’Italia; viste le richieste del mercato, l’azienda si trasferisce ancora una volta in una fabbrica più spaziosa in via Cogne 15, sempre a Torino, dove in pochi anni si assiste al triplicarsi della produzione.

Nel frattempo, accanto al sempre presente Tolmino, entrano nell’attività i suoi tre figli, Alfredo, Adriano e Aldo; i primi due impegnati nel settore amministrativo, il terzo nella produzione e innovazione dei prodotti.

E’ all’inizio degli anni 70 che la Gios si affaccia sul mercato internazionale, prendendo parte ad una serie di importanti fiere nel settore: è proprio al salone di Milano del 1971 che viene presentato il modello soprannominato “EASY RIDER”. Questo particolare modello di bicicletta da cross ispirata all’omonimo film di quegli anni, attira subito l’attenzione di tutti: La DOMENICA SPORTIVA la presenta in apertura del servizio dedicato al salone di quell’anno, e Giorgio Perfetti, titolare dell’omonima azienda dolciaria, ne rimane colpito e ne ordina subito un quantitativo da mettere in premio per un concorso legato ai Chewing Gum BROOKLYN.

L’anno successivo lo stesso Perfetti,vedendo la splendida qualità dei prodotti, decide di creare la squadra di professionisti BROOKLYN, e si affida alla GIOS per la fornitura delle biciclette; unica richiesta, un telaio che si intonasse alla maglia del gruppo sportivo. Nasce il mitico“BLU GIOS”. Anni di grandi vittorie e di grandi collaborazioni, che diventano ancora più solide quando nel 1975, Aldo Gios diventa il meccanico ufficiale del Team, e vista la sua abilità, Roger de Vlaeminck, lo vuole sempre al suo fianco in tutte le competizioni.

Nel 1977 la Brooklyn, dopo innumerevoli e prestigiose vittorie, lasciando un segno indelebile nella storia del ciclismo, decide di abbandonare le corse, mentre la Gios prosegue la sua avventura professionistica con altre squadre di grande spessore: prima la Ijsboerke-Gios di Didi Thurau e Walter Godefroot, poi la Vermeer-Thijs-Gios di Fons De Wolf con le quali si aggiudica il successo nelle maggiori classiche internazionali.

Nel Frattempo Aldo fa tesoro dell’esperienza da meccanico, e nel 1980 elabora la prima testa di forcella con scavo nella parte superiore, in modo da ridurne ulteriormente il peso; nel 1981 disegna il primo passafilo interno al tubo orizzontale con gommini a tenuta stagna e nel 1983 la scatola movimento in microfusione con ponticello incorporato nella stessa, che rende il carro posteriore più rigido.

E' propro dalla continua ricerca della rigidezza del carro posteriore che nasce il mitico forcellino GIOS compact, il primo forcellino regolabile e itercambiabile al mondo, diegnato da Aldo nel 1986.

Negli anni a seguire moltissimi altri campioni hanno usato le biciclette Blu Made in Italy, come  Andy Hanmpsten, Roberto Visentini, Stephen Roche, Micael Pollentier,Laudelino Cubino, Fernando Escartin, “Chepe” Gonzalez, Roberto Heras, Ivan Quaranta e Francisco Mancebo

Negli ultimi anni anche la Gios ha investito molto nella ricerca di nuovi materiali quali Carbonio e Titanio e Alluminio, senza però tralasciare gli studi sul tradizionale telaio d’acciaio, che rappresenta sempre un simbolo della tradizione telaistica italiana.

Il 2010 si presenta come un anno di svolta: le Gios diventano di terza generazione.

Aldo Gios e il figlio Marco proseguono l’attività di ormai 62 anni inaugurando il nuovo Showroom a Volpiano, con la stessa filosofia che avrebbe Tolmino; costruire telai di alta qualità in Italia, la patria della bicicletta nel mondo.

Anche in questo caso, l'idea di Aldo è lungimirante. Il mondo è oramai globalizzato e il 90% delle biciclette sono prodotte in oriente. La tradizione italiana non puo' essere persa in nome di una continua ed esasperata battaglia alle multinazionali. Proprio per questo il nuovo punto vendita di Volpiano sarà, da questo momento in poi, l'unico negozio dove poter acquistare una bicicletta Gios MADE IN ITALY, direttamente dal produttore, con particolare attenzione al cliente a partire dalle misurazioni, fino ad arrivare all'allestimento.

Nel 2013 la Gios festeggia 65 anni di attività. Per l'occasione viene presentato il telaio "Prodigiosa", "Progetti di Gios Aldo". In un unico telaio tutte le innovazioni che hanno caratterizzato i telaio Gios. Nel mese di Maggio dello stesso anno viene organizzato il "Primo Raduno Gios Torino" per festeggiare questo ambito traguardo. Primo tra gli ospiti, direttamente dal Belgio il Campione Roger De Vlaeminck, che trasforma la festa in una vera e propria Reunion della Brooklyn: insieme a lui e ad Aldo Gios infatti si uniscono Franco Cribiori, il direttore tecnico Coletto, Gualazzini, Pasuello e Marcello Osler.